Pubblicato da: Raffaello Camoriano | novembre 2, 2011

La mia lettera al Presidente della Repubblica

La mia lettera al Presidente della Repubblica

 

Grazie, Signor Presidente.

 

Signor Presidente,

Buongiorno,

Mi chiamo Raffaello Camoriano, sono un cittadino italiano, ho ventun’anni, il mio lavoro è fare lo studente universitario. Mi sto specializzando in Ingegneria Robotica all’Università degli Studi di Genova, si tratta di un corso estremamente innovativo ed impegnativo che si inserisce in uno stimolante contesto internazionale, grazie agli sforzi fatti per aprire l’Università italiana ad altre realtà.

Molti miei colleghi hanno deciso che il loro futuro non sarà qui in Italia, e probabilmente non li rivedrò mai più. Personalmente ho deciso di rimanere, anche se i miei risultati mi avrebbero permesso di entrare in prestigiosissimi programmi di studio all’estero. L’ho fatto perché credo ancora nelle possibilità che il nostro Paese ha di superare i propri gravi problemi e di tornare a competere a testa alta con qualsiasi altro nel mondo.

Guardo alla nostra Storia, fatta di luci ed ombre, e in ultima sintesi non posso che dirmi orgoglioso di essere italiano.

Quest’anno, in occasione del 150° anniversario della nostra indipendenza, ho gioito assistendo alle celebrazioni in tutta Italia, come la commemorazione a Quarto dei Mille, luogo simbolo del coraggio e della determinazione che hanno consentito di portare a compimento l’Unità di un popolo calpesto e deriso.

Signor Presidente, mi appello a Lei e a quanto in suo potere affinché il nostro popolo non ritorni ad essere calpesto e deriso, né ora, né mai. Non lo meritiamo, così come non meritiamo di sopportare un sempre meno improbabile fallimento economico. Non essere in grado di pagare i debiti da noi contratti sarebbe un insostenibile macigno sul nostro tricolore, proprio nel nostro comune anniversario, e fiaccherebbe ulteriormente il già non fulgido morale di noi italiani.

Leggo la nostra Costituzione, sulla quale Lei ha l’immenso onore di vigilare, e trovo all’Articolo primo un concetto chiave per risolvere i nostri problemi: il Lavoro.

Sarà infatti la sola coesione nazionale finalizzata al duro Lavoro a poter risollevare le sorti d’Italia, e di conseguenza anche quelle dell’intera Europa. Osservo che ogni Suo sforzo è finalizzato al raggiungimento di questo obiettivo, Signor Presidente, e sento il dovere civico di ringraziarLa sinceramente come Suo concittadino per questo Suo fermo impegno. I suoi interventi sono come fari nella tempesta per un Paese che deve ritrovare sé stesso.

Signor Presidente, gli italiani sono con Lei per evitare il peggio.

Possano il coraggio e la forza dei Padri Fondatori illuminare ogni Sua azione.

Grazie.

Un saluto sincero,

Camoriano Raffaello.

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | maggio 13, 2011

Riservatezza e opportunità sul web

Per chi ci lavora tutti i giorni e gestisce tramite la rete i propri contatti e le proprie attività, di qualsiasi tipo esse siano, dal blog di cucina alla startup, si pone il problema di come gestire la propria immagine e le proprie informazioni personali su internet nel modo migliore possbile.

Sì, ma migliore in base a cosa?

Sono ormai passati i giorni nei quali ci nascondevamo tutti dietro a un nickname e ad un avatar ben studiato, e oggi le priorità sono altre. E’ maturata la necessità di mostrare se stessi sul web così come siamo, e non sempre per un deprecabile desiderio di esibizionismo e propaganda di sè, bensì per garantire maggiore stabilità e serietà nei confronti di chi ci sta intorno.

Il “metterci la faccia” non significa cedere al Panopticon, bensì calare questo fantastico strumento che è la Rete nel mondo reale, per riappropriarcene a pieno titolo e sfruttarne al meglio le grandi potenzialità. Sicuramente ciò necessita di un programma sistematico di educazione alla net-cittadinanza a livello internazionale che al momento non esiste, o sicuramente non è distribuito in modo capillare. La maggior parte delle persone non sa orientarsi nell’intricato mondo delle impostazioni della privacy, e questo è davvero un grosso problema.

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | aprile 7, 2011

La nostra parte di ricchezza

La nostra parte di ricchezza


 

Liguria con aria di primavera. Impossibile vivere qualcosa di più bello.

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | marzo 28, 2011

Check my Blog!

http://ping.fm/vBT8U

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | marzo 28, 2011

http://ping.fm/z14fp

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | marzo 7, 2011

Empathy box

Immaginate una macchina in grado di mediare qualsiasi relazione umana a vostro piacimento, che possa fondere la vostra mente con quella di dieci, cento, mille altri esseri. Che vi permetta di condividere le esperienze e i sentimenti altrui, come se fossero le vostre, in un unico, multiforme corpo astratto, senza barriere nè possibilità di affermare alcun tipo di diversità.

Idea di un visionario Philip Dick? Oppure, in forme diverse, di un Orwell pessimista, o di un Huxley qualunque? Non solo. L’idea della standardizzazione delle relazioni e del pensiero è oggi la realtà quotidiana di ciascuno di noi, implementazione efficiente dell’inquietante  parola degli ormai vetusti profeti della fantascienza.

Val la pena di lottare per uscirne? E’ realisticamente possibile evadere dalla confeotevole sala imbottita che ci ospita e ci osserva con morbida e rassicurante amorevolezza?

Per ritrovare il profilo irregolare del monte spoglio, o la semplice magia del gelso solitario nella campagna.

La vale.

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | marzo 6, 2011

Prodi prossimo Presidente della Repubblica? Si spera.

Vi consiglio di leggere questa intervista a tutto tondo a Romano Prodi pubblicata in esclusiva sul sito di Famiglia Cristiana. Il suo nome è sempre più spesso accostato al Quirinale, e penso proprio che una sua candidatura alla Presidenza della Repubblica potrebbe portare una speranza di vittoria in più per una coalizione di centrosinistra.

http://www.famigliacristiana.it/Informazione/i-grandi-servizi/articolo/prodi-io-tra-gheddafi-e-l-europa_010311144503.aspx

La sua vicinanza con il mondo cattolico, che si è già tramutata in vittoria per ben due volte, è una delle poche armi che sono rimaste per contrastare lo spropositato potere economico e corruttorio della malsana corte che attualmente affligge l’Italia con il suo malgoverno, al tempo stesso parolaio, inefficiente e provinciale, nonché imperdonabilmente criminale in molti, troppi casi.

Il problema, a mio avviso, è però sempre lo stesso: quale sarà invece il nuovo candidato alla Presidenza del Consiglio? Sicuramente, mi auguro, un liberal o un cattolico progressista, che possa “pescare” i voti dei (molto) moderati e dei piccoli e medi imprenditori che subiscono il peso dei grandi monopoli e dell’esagerata pressione fiscale. Sì, ma chi? E voi che cosa ne pensate?

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | dicembre 28, 2010

Libri 2010 – Classifica migliori/peggiori

Anche quest’anno volge alla sua petardica conclusione, e ho quindi deciso di stilare una classifica dei testi che ho letto e che mi hanno lasciato qualcosa. Si tratta libri classificabili in generi diversi fra loro, ma dato che ne ho presi in considerazione solamente una dozzina mi limiterò a separare la saggistica dal resto (romanzi, racconti, poesie).

Oggi mi occuperò della saggistica!

Saggi

1) La bellezza e l’inferno – Roberto Saviano

Che dire, questa raccolta di racconti non riuscirà forse a repilcare l’impatto di Gomorra, ma i molti temi chiamati in gioco, legati dal sottile filo della speranza, ci insegnano di più. Quanto sia unica e insostituibile la spinta che l’est-etica può dare all’agire umano nel contrastare il male. In un’epoca di imbruttimento interiore ed esteriore come questa, l’opera di Saviano accende nei cuori un lumicino molto, molto umano. Il migliore.

2) PATATRAC! – Roberto Vacca

Il libro di Vacca ci introduce nei meccanismi che hanno gegerato la crisi economica nella quale ci troviamo, illustrandone i malsani funzionamenti in un gergo comprensibile al lettore non-economista e tentando di quantificare l’entità del danno. Ottimo.

3) La malapianta – Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

Ho parlato di Gomorra, come non occuparsi de “La malapianta”? Acquistato alla presentazione alla Fiera del Libro di Torino, questo libro mi è parso molto speciale. Se la camorra in Campania fa il buono e il cattivo tempo, in Calabria il radicamento delle ‘ndrine è forse ancora più difficile da estirpare, ma non impossibile. Le cosche si sono date una struttura federativa tramite la quale il controllo sul territorio e sulla politica è davvero capillare. L’unico modo per sconfiggerle è agire in modo preventivo sui giovani, facendogli comprendere a fondo che essere mafiosi, ancor prima di essere profondamente immorale – dettaglio che pare non interessare particolarmente – alla lunga non paga. Coraggioso.

4) Il liberalismo è di sinistra – Alberto Alesina e Francesco Giavazzi

Sembra paradossale, ma la teoria economica “classica” che ispira le politiche economiche dei partiti di sinistra è estremamente conservatrice, e quel che è peggio è che ciò vada spesso a discapito dei più deboli. Il liberalismo scardina i monopoli, crea posti di lavoro e rende l’economia più dinamica – ovviamente solo se le regole del gioco sono uguali per tutti. Aumentando la competitività diminuiscono i prezzi e la qualità dei servizi verso il cliente cresce. Questo libretto tratta i punti più importanti a favore di un’apertura liberalsocialista della sinistra italiana non marxista, forse l’unica via di ammodernamento capace di cambiare il corso degli eventi in un futuro prossimo. Fa riflettere.

5) Zygmut Bauman – Amore Liquido

Devo dirlo, Bauman mi ha un po’ deluso. Forse ho letto troppi suoi libri, ma mi pare che sia troppo ripetitivo e generico nella formulazione di concetti quali “modernità liquida”, “amore liquido”, “pensiero liquido”, eccetera… A forza di dare definizioni “liquide”, il suo sistema sociologico mi pare alquanto monolitico e inamovibile. Bocciato.

Prossimamente arriverà anche il resto della classifica.

Raffaello Camoriano

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | dicembre 18, 2010

A vent’anni.

Cosa si può dire della vita di un uomo dopo un paio di decenni dal suo arrivo nel mondo?

A vent’anni uno crede di avere già un certo bagaglio di esperienze, perbacco. Sono vent’anni, mica bruscolini. In vent’anni ci si può dimenticare dell’URSS, di Ravanelli, di Craxi! No, di quello no. Rimembriamo ancora.

Dicevo, dopo ben quattro lustri di lotta per la sopravvivenza quali sono le cose veramente importanti, quelle che ci rimangono? Gli antichi amori, le imprese scolastiche fonte di mille tormenti? O forse i numerosi viaggi intorno al mondo, a perlustrare i luoghi più improbabili quando i denti da latte non hanno ancora smesso di cadere? Che rottura, quei denti da latte! Una grande prova di coraggio resistervi.

Ah, ma forse sono gli amici! Certo! Come dimenticarsene. Gli amici rimangono, non sono mica come le donne, sai? Ma quanti di questi hanno resistito alla travolgente avanzata dei giorni, dei mesi, degli anni, dei traslochi, dei cambi di scuola e dei forfait universitari?

Pochi.

Forse alcuno.

Eppure, nei giorni passati certe amicizie sembravano dover durare nei secoli a venire, intatte, granitiche come monumenti. Purtroppo, però, perfino i monumenti si sgretolano inesorabilmente – soprattutto quelli mentali – e il rischio di volgersi indietro notando solo mucchietti di pietre e ciottoli erosi dal vento è immenso, sempre che non si tratti già di sabbia del deserto.

E allora? Che cosa ci rimane alle spalle?


Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

 

E se Montale avesse ragione? Forse nulla di ciò che abbiamo vissuto era veramente degno di rimanere impresso nel nostro debole cuore. I viaggi in treno, le litigate in famiglia, le struggenti pacificazioni, i baci definitivi…

Nulla.

Forse si tratta di uno di quei simpatici trucchetti adottati dall’Universo per confonderci e renderci ridicoli di fronte a noi stessi, ma ciò che fa più facolmente presa sul cuore è spesso ineffabile, effimero, inquantificabile.

In poche parole: Arte.

Pubblicato da: Raffaello Camoriano | dicembre 9, 2010

Il futuro di Google: grandi novità a LeWeb!

In questi giorni si tiene a Parigi LeWeb, la più importante conferenza europea sulle novità della Rete. Guido Arata, inviato di Jack sul posto, mi segnala una interessantissima intervista di TechCrunch a Marissa Mayer, attualmente capo del settore prodotti consumer di Google, nel corso della quale sono giunte indiscrezioni sul futuro del motore di ricerca incarnato dal nuovo progetto Contextual Discovery.

“L’idea è di proporre informazioni agli utenti”, dice la Mayer, “senza che questi ultimi debbano nemmeno scomodarsi a cercarle con Google Search”. Ciò è diventato possibile grazie alla disponibilità di profili di navigazione degli utenti, nonché delle risorse di geolocalizzazione legate ai dispositivi mobili.

Un esempio? Pensate di entrare in un ristorante qualsiasi: Contextual Discovery sarà in grado di fornirvene direttamente il menù, con tanto di informazioni sui gusti dei vostri amici e valutazione media del locale.

Le possibilità offerte saranno davvero moltissime nel campo dei servizi ai clienti, ma la differenza con la pubblicità si fa ben più sottile!

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