La mia lettera al Presidente della Repubblica
Grazie, Signor Presidente.
Signor Presidente,
Buongiorno,
Mi chiamo Raffaello Camoriano, sono un cittadino italiano, ho ventun’anni, il mio lavoro è fare lo studente universitario. Mi sto specializzando in Ingegneria Robotica all’Università degli Studi di Genova, si tratta di un corso estremamente innovativo ed impegnativo che si inserisce in uno stimolante contesto internazionale, grazie agli sforzi fatti per aprire l’Università italiana ad altre realtà.
Molti miei colleghi hanno deciso che il loro futuro non sarà qui in Italia, e probabilmente non li rivedrò mai più. Personalmente ho deciso di rimanere, anche se i miei risultati mi avrebbero permesso di entrare in prestigiosissimi programmi di studio all’estero. L’ho fatto perché credo ancora nelle possibilità che il nostro Paese ha di superare i propri gravi problemi e di tornare a competere a testa alta con qualsiasi altro nel mondo.
Guardo alla nostra Storia, fatta di luci ed ombre, e in ultima sintesi non posso che dirmi orgoglioso di essere italiano.
Quest’anno, in occasione del 150° anniversario della nostra indipendenza, ho gioito assistendo alle celebrazioni in tutta Italia, come la commemorazione a Quarto dei Mille, luogo simbolo del coraggio e della determinazione che hanno consentito di portare a compimento l’Unità di un popolo calpesto e deriso.
Signor Presidente, mi appello a Lei e a quanto in suo potere affinché il nostro popolo non ritorni ad essere calpesto e deriso, né ora, né mai. Non lo meritiamo, così come non meritiamo di sopportare un sempre meno improbabile fallimento economico. Non essere in grado di pagare i debiti da noi contratti sarebbe un insostenibile macigno sul nostro tricolore, proprio nel nostro comune anniversario, e fiaccherebbe ulteriormente il già non fulgido morale di noi italiani.
Leggo la nostra Costituzione, sulla quale Lei ha l’immenso onore di vigilare, e trovo all’Articolo primo un concetto chiave per risolvere i nostri problemi: il Lavoro.
Sarà infatti la sola coesione nazionale finalizzata al duro Lavoro a poter risollevare le sorti d’Italia, e di conseguenza anche quelle dell’intera Europa. Osservo che ogni Suo sforzo è finalizzato al raggiungimento di questo obiettivo, Signor Presidente, e sento il dovere civico di ringraziarLa sinceramente come Suo concittadino per questo Suo fermo impegno. I suoi interventi sono come fari nella tempesta per un Paese che deve ritrovare sé stesso.
Signor Presidente, gli italiani sono con Lei per evitare il peggio.
Possano il coraggio e la forza dei Padri Fondatori illuminare ogni Sua azione.
Grazie.
Un saluto sincero,
Camoriano Raffaello.









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