IIT

Venerdì 26 Giugno 2009 – Visita all’IIT degli studenti ISICT

La visita inizia intorno alle ore 15:00, quando il Dott. Nori conduce il nostro gruppo nel cuore di uno dei più avanzati centri di ricerche europei, seguendo i corridoi che collegano gli ampi laboratori.

Ci vengono illustrate, muovendoci tra vari laboratori, tre importanti aree di ricerca:

-Neuroscience and Brain Technologies

Incontriamo la dottoressa Valentina Squeri, laureata in bioingegneria a Genova, nel suo laboratorio, dove ci spiega alcuni esperimenti svolti dal suo team atti a studiare il funzionamento del cervello, specialmente per quanto riguarda la corteccia sensoriale e quella motoria. Gli esperimenti sono svolti utilizzando sonde che permettono stimolare elettricamente e rilevare l’attività di specifiche aree della corteccia cerebrale.
Gli sviluppi futuri di tali ricerche promettono fondamentali applicazioni nella riabilitazione di malati di morbo di Alzheimer e di altre gravissime malattie, ma anche in un campo diverso, quello dell’intelligenza artificiale; scoprire a fondo il funzionamento del cervello, infatti, è un passo molto importante per creare modelli avanzati della mente.

-Nanobiotech Facility

Nel laboratorio a fianco del precedente facciamo la conoscenza del dott. Alberto Ansaldo, ingegnere elettronico di formazione specializzatosi in nanotecnologie, che ci presenta la sua ricerca sui nanotubi di carbonio: questo materiale, resistentissimo a nanoscala nonché con proprietà sia di conduttore che di semiconduttore a seconda del trattamento che subisce, potrebbe essere il materiale ideale per costruire gli elettrodi del futuro: quelli attuali hanno infatti il problema di venir isolati dalla materia bianca che va a depositarsi in periodi piuttosto brevi (sei mesi), rendendo inutili terapie di questo tipo per ad esempio i tetraplegici.

I due laboratori uniscono quindi gli sforzi per costruire elettrodi duraturi da una parte e per utilizzarli al meglio dall’altra.

-Advanced Robotics

La terza parte della visita è stata curata dal dott. Nori, che ci ha parlato del progetto più noto dell’IIT: il piccolo robot antropomorfo che ha ormai raggiunto come complessità l’Asimo di Honda, il tutto in soli quattro anni.
Il progetto italiano è, inoltre, interamente Open Source: tutti i progetti si trovano sul sito del centro, che si pone quindi con una filosofia nuova rispetto al passato in cui ogni centro lavorava isolato dagli altri.
Abbiamo avuto l’opportunità di parlare nel dettaglio del robot e dell’incredibile mole di lavoro che i ricercatori dell’IIT sono riusciti a fare in così poco tempo: si va da una mano dal funzionamento antropomorfo, con veri e propri tendini nel braccio (anch’esso ampiamente studiato: abbiamo visto una spalla e svariati progetti di arti con approcci talvolta anche molto diversi), agli occhi-telecamera che gestiscono grazie ad un software la visione stereoscopica e riconoscono le facce, facendo sì che il robot si volti a guardarle, alla “pelle” (ancora in fase di sviluppo), che permetterebbe al piccolo androide di ‘sentire’ gli ostacoli in modo naturale.
Non c’è ancora una vera e propria intelligenza artificiale poiché, come ci è stato spiegato, nonostante questo sia il vero obiettivo del centro, la necessità di partire da zero ha fatto sì che venisse costruito prima il “corpo”; in compenso i progetti già ci sono, tra i quali ci è stata citata l’idea di un apprendimento Chomskiano del linguaggio (cioè come si insegnerebbe ad un neonato: non per tavole grammaticali, ma parlandogli e indicandogli oggetti vari), un approccio sicuramente rivoluzionario al problema e che potrebbe far luce su molti aspetti ancora oscuri sulla macchina più complessa esistente: il nostro cervello.

Autori: Davide Testuggine e Raffaello Camoriano

Made in China

Quest’estate avrò la possibilità di andare in viaggio in Cina, paese dalla cultura millenaria, potenza ormai non più emergente, ma emersa, nel mare di coloro che crollano. Potrò toccare con mano, da un buio e fumoso internet point, quella che è la censura sistematica di parole chiave come Libertà, Democrazia, Piazza Tien Anmen, o, addirittura, Hu Jintao… Mi piacerebbe molto documentare questa esperienza, magari con un video, anche se potrebbe essere rischioso.

Intanto, per chi vuole provare l’angoscia di essere filtrato dal governo cinese, c’è un add-on per Firefox chiamato China Channel che, selezionando un IP con gli occhi a mandorla per la navigazione, vi potrà soddisfare… Almeno finché questi simpaticissimi metodi non verranno introdotti anche qui in Italia.

Catene

Con grande passione e interesse continuo a ragionare e a studiare come la Rete abbia cambiato il mondo, chiedendomi se essa stia contribuendo a renderlo sempre più prigioniero di se stesso o se lo stia liberando grazie alla circolazione delle idee, allo stimolo dialogico verso un mondo meno violento.

Ebbene, tutti i miei sforzi e studi non hanno alcun senso se il cappio della censura si stringe così fortemente al collo del mio Paese, l’Italia, la quale è stata declassata al livello di semi-libera per quanto riguarda la libertà di stampa, seguendo tristemente una tendenza globale che ormai si protrae da sette anni. L’autorità autonoma che ha declassato il mio Paese è la freedomhouse, e questo è il rapporto, pubblicato il 1° Maggio, dal quale si evince che la nostra è l’unica nazione europea, insieme alla Grecia, ad aver raggiunto un primato così orribile, per il quale grandi giornalisti nostri connazionali ormai defunti come Montanelli o Biagi si rivolterebbero nella tomba, se solo potessero.

Anche il prestigio dell’Europa è messo in pericolo da tali oscuri sviluppi, che potrebbero minarne la credibilità se si dovesse proporre come una delle poche “comunità aperte” (termine volutamente azzardato, essendo io acceso sostenitore di una Europa veramente unita e libera) sul nostro piccolo pianeta chiamato Terra…

Al prossimo aggiornamento, sperando in un impegno da parte di tutti noi per salvaguardare i fondamenti dello Stato democratico.

Oceano Web

Quando penso alla più grande e rivoluzionaria delle meraviglie moderne non mi viene in mente l’auto ibrida, né la stazione spaziale internazionale (anche se è proprio un bel giocattolino!) e neppure il robot della Toyota che sa suonare il violino.

Io penso a Internet.

E la vedo come una rete tanto potente, capillare ed estesa che mi sorge spontanea una domanda: riuscirà il genere umano a non rimanervi intrappolato come un pesce? Siamo passati dall’Età Moderna, nella quale assolute e spesso crudeli ideologie si scontravano nel buio dell’ignoranza e della coercizione di massa, a un periodo di transizione, in cui siamo smarriti e accecati da milioni di fonti eterogenee di informazione. Una futuristica Babele nella quale noi viviamo quotidianamente, dove siamo travolti da un flusso di idee impressionante e sempre più ingestibile per la nostra mente, ancora abituata ai modi di pensare tradizionali e sistematici e ai ritmi relativamente lenti dell’apprendimento.

In questo “spazio vuoto” e da poco popolato rischia di prevalere la feroce logica di chi “la spara più grossa” su quella del dialogo e dello scambio di impressioni sul mondo, che ha permesso di realizzare progetti meravigliosi e semplicemente impensabili per millenni, come Wikipedia (tanto per citarne uno che mi sta particolarmente a cuore). E’ proprio questo il punto che vorrei analizzare meglio in questa sede, a partire da oggi, cercando di approfondire quali siano le tendenze attuali e a che cosa presumibilmente potranno portare in un futuro non certo lontano.

Vorrei partire ponendo una non semplice domanda: a che cosa serve Internet?

L’invenzione del fuoco ha permesso ai primitivi di iniziare il cammino verso la Civiltà semplicemente cuocendone il cibo e scaldandoli lungo duro inverno. La penicillina ha salvato milioni di vite svolgendo una specifica funzione battericida… Ma Internet?

Si potrebbe rispondere, un poco superficialmente a mio avviso, che “Internet è fatta per comunicare e per scambiarsi informazioni”, ma questa è una visione restrittiva, poiché riduce a una piattaforma di scambio di pacchetti dati ciò che è in realtà il sistema nervoso nuovo di zecca dell’umanità, con molteplici funzioni, diverse scelte di organizzazione locale e utenze molto lontane fra loro. C’è l’internet del mercato e del marketing, della conoscenza e del sapere condiviso, della trasgressione e degli sfoghi, del tempo libero, della politica e di molto altro ancora.

Ognuna di queste svolge un ruolo organico nel definire una sorta di “immagine della società globale” in continuo e repentino mutamento, che fotografa (anzi, filma) una realtà polimorfa e in movimento. Tale movimento, come ci insegna la storia delle società e dei popoli del passato, può portare a gioiose età dell’oro, ma pure a inconcepibili tragedie umane, e va perciò sottoposto alla guida dell’etica e del buon senso, non certo due “prodotti” all’ultimo grido.

Infatti, sappiamo bene come nello spirito umano aleggi da sempre il male, e come i mezzi di comunicazione di massa siano stati utilizzati come catalizzatori di violenza in molteplici occasioni, basti pensare alla propaganda radiofonica fascista nel Ventennio, a quella televisiva nella dittatura argentina e nell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.
Sappiamo anche che il cieco potere attuale ha mezzi molto più subdoli e sofisticati per mantenere il suo status: la censura e la manipolazione dell’informazione ne sono un esempio lampante, e possono essere “non visti” in azione non solo in Cina e Iran, ma anche in quei paesi occidentali nei quali gli ideali illuministici di Libertà di Espressione e Democrazia non sono mai penetrati a fondo…

Come ogni rivoluzione che si rispetti, quella avvenuta nel campo dell’Informazione rischia di essere guidata verso il baratro se le persone che la vivono non prendono coscienza della propria situazione grazie all’uso della ragione, ed è proprio quello che deve succedere ora, anche grazie all’insegnamento di grandissimi pensatori del presente e del passato, come Karl Popper e Zygmut Bauman.

A questo proposito segnalo due libri che possono essere letti seguendo questo tema:

Karl Popper e J. Condry, Cattiva maestra televisione, Reset, 1994.
Bauman Zygmunt, Consumo, dunque sono, Laterza, 2008

Videochat per GMAIL!

Novità di casa Google in questi giorni ce ne sono parecchie, a partire dal tuffo nel mondo della telefonia mobile, passando per Street View e Chrome, ma l’ultima novità, che sinceramente mi aspettavo arrivasse da tempo, è l’implementazione delle funzioni di chat audio e video in Gmail.

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