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	<title>Commenti per PuntoRete</title>
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	<description>La scienza è ricerca della verità. Ma la verità non è verità certa.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2009 15:23:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Dal dilemma del prigioniero  alla Tragedia dei Commons di Fioravante Patrone</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/09/04/la-tragedia-dei-commons/#comment-17</link>
		<dc:creator>Fioravante Patrone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 15:23:20 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, ma questo è un blog, mica un posto dove dare pagelle! Non ho nessun mandato a farlo. Si discute liberamente e altrettanto liberamente si decide se intervenire o no. Per i &quot;compiti&quot;, ne parliamo altrove ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, ma questo è un blog, mica un posto dove dare pagelle! Non ho nessun mandato a farlo. Si discute liberamente e altrettanto liberamente si decide se intervenire o no. Per i &#8220;compiti&#8221;, ne parliamo altrove <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Commenti su Dal dilemma del prigioniero  alla Tragedia dei Commons di h4kr</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/09/04/la-tragedia-dei-commons/#comment-16</link>
		<dc:creator>h4kr</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 20:52:06 +0000</pubDate>
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		<description>Abbiamo aggiornato l&#039;articolo, avendo apportato alcune modifiche correttive. Abbiamo specificato che nella prima parte si discute di un particolare caso del dilemma del prigioniero e poi il discorso si amplia nella seconda parte sulla tragedia dei commons. Può andare bene?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo aggiornato l&#8217;articolo, avendo apportato alcune modifiche correttive. Abbiamo specificato che nella prima parte si discute di un particolare caso del dilemma del prigioniero e poi il discorso si amplia nella seconda parte sulla tragedia dei commons. Può andare bene?</p>
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		<title>Commenti su Dal dilemma del prigioniero  alla Tragedia dei Commons di Fioravante Patrone</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/09/04/la-tragedia-dei-commons/#comment-14</link>
		<dc:creator>Fioravante Patrone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 20:01:14 +0000</pubDate>
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		<description>1)
Dal punto di vista formale, si ha un gioco in forma strategica che rappresenta la tragedia dei commons se esso ha un unico equilibrio che è inefficiente (dal punto di vista paretiano). Tipicamente, nei modelli più semplici si assume di avere un gioco simmetrico (credo che informalmente si capisca cosa vuol dire). Altra caratteristica spesso presente è la risolubilità del gioco tramite eliminazione iterata di strategie fortemente dominate.
Ovviamente il DP rientra in questo schema, solo che essendo 2x2 ci si ritrova con strategie fortemente dominanti. Quindi si ha a disposizione un concetto di soluzione molto più forte, molto più robusto di quello di equilibrio di Nash (ed anche di eliminazione iterata di strategie dominate: &quot;beauty context&quot; docet...).
Per questo motivo rischia di essere una rappresentazione eccessivamente semplificata della tragedia dei commons.

2a)
Potresti consolarti leggendo le opinioni di Marx su Malthus (di cui Gardner è &quot;erede diretto&quot;). Vedi ad esempio questi due link:

http://www.cooper.edu/humanities/core/hss3/k_marx2.html

http://acceleratethecontradictions.blogspot.com/2008/04/from-malthus-to-marx.html
da quest&#039;ultimo cito:
&quot;Here&#039;s a bit from The Encyclopedia Britannica that sums things up nicely.

While both Karl Marx and Malthus accepted many of the views of the classical economists, Marx was harshly and implacably critical of Malthus and his ideas. The vehemence of the assault was remarkable. Marx reviled Malthus as a “miserable parson” guilty of spreading a “vile and infamous doctrine, this repulsive blasphemy against man and nature.”&quot;

2b) Il libro della Ostrom è un bellissimo libro: ho avuto occasione di averlo sottomane e di leggerne alcune parti. Certo, su tematiche centrate sulle risorse naturali (molto interessanti le sue analisi di sistemi di irrigazione, di gestione di acque comuni). Quindi magari non su temi di tuo diretto interesse &quot;professionale&quot;, ma i bei libri meritano sempre di essere letti. Qualcosa danno sempre.

Bye</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1)<br />
Dal punto di vista formale, si ha un gioco in forma strategica che rappresenta la tragedia dei commons se esso ha un unico equilibrio che è inefficiente (dal punto di vista paretiano). Tipicamente, nei modelli più semplici si assume di avere un gioco simmetrico (credo che informalmente si capisca cosa vuol dire). Altra caratteristica spesso presente è la risolubilità del gioco tramite eliminazione iterata di strategie fortemente dominate.<br />
Ovviamente il DP rientra in questo schema, solo che essendo 2&#215;2 ci si ritrova con strategie fortemente dominanti. Quindi si ha a disposizione un concetto di soluzione molto più forte, molto più robusto di quello di equilibrio di Nash (ed anche di eliminazione iterata di strategie dominate: &#8220;beauty context&#8221; docet&#8230;).<br />
Per questo motivo rischia di essere una rappresentazione eccessivamente semplificata della tragedia dei commons.</p>
<p>2a)<br />
Potresti consolarti leggendo le opinioni di Marx su Malthus (di cui Gardner è &#8220;erede diretto&#8221;). Vedi ad esempio questi due link:</p>
<p><a href="http://www.cooper.edu/humanities/core/hss3/k_marx2.html" rel="nofollow">http://www.cooper.edu/humanities/core/hss3/k_marx2.html</a></p>
<p><a href="http://acceleratethecontradictions.blogspot.com/2008/04/from-malthus-to-marx.html" rel="nofollow">http://acceleratethecontradictions.blogspot.com/2008/04/from-malthus-to-marx.html</a><br />
da quest&#8217;ultimo cito:<br />
&#8220;Here&#8217;s a bit from The Encyclopedia Britannica that sums things up nicely.</p>
<p>While both Karl Marx and Malthus accepted many of the views of the classical economists, Marx was harshly and implacably critical of Malthus and his ideas. The vehemence of the assault was remarkable. Marx reviled Malthus as a “miserable parson” guilty of spreading a “vile and infamous doctrine, this repulsive blasphemy against man and nature.”&#8221;</p>
<p>2b) Il libro della Ostrom è un bellissimo libro: ho avuto occasione di averlo sottomane e di leggerne alcune parti. Certo, su tematiche centrate sulle risorse naturali (molto interessanti le sue analisi di sistemi di irrigazione, di gestione di acque comuni). Quindi magari non su temi di tuo diretto interesse &#8220;professionale&#8221;, ma i bei libri meritano sempre di essere letti. Qualcosa danno sempre.</p>
<p>Bye</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dal dilemma del prigioniero  alla Tragedia dei Commons di h4kr</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/09/04/la-tragedia-dei-commons/#comment-13</link>
		<dc:creator>h4kr</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 12:15:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=47#comment-13</guid>
		<description>Grazie per il gradito commento che non mi aspettavo!

1) Ne approfitto per chiederle come potrebbe essere schematizzata in tabella la Tragedia dei Commons, io ho scelto di usare payoff simili a quelli del dilemma del prigioniero, semplificando parecchio, perché in generale questo caso sembra avere molte variabili se applicato alla realtà, e quindi i pesi varierebbero a seconda dell&#039;applicazione e dell&#039;&quot;intensità&quot; con cui vengono applicate le strategie. Quali premesse e restrizioni del caso è indispensabile fare per rendere corretta la rappresentazione 2X2? Oppure che rappresentazione alternativa potremmo usare?

2) Per quanto riguarda l&#039;articolo, mi sento sollevato per il fatto che sia stato confutato in alcuni punti fondamentali, poiché, leggendolo, l&#039;ho trovato veramente inquietante (oscillavo sulla sedia) e assimilabile alla Repubblica di Platone con la distruzione della famiglia come nucleo della società. Leggerei volentieri quel libro che lei consiglia , vedo che è disponibile in biblioteca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il gradito commento che non mi aspettavo!</p>
<p>1) Ne approfitto per chiederle come potrebbe essere schematizzata in tabella la Tragedia dei Commons, io ho scelto di usare payoff simili a quelli del dilemma del prigioniero, semplificando parecchio, perché in generale questo caso sembra avere molte variabili se applicato alla realtà, e quindi i pesi varierebbero a seconda dell&#8217;applicazione e dell&#8217;&#8221;intensità&#8221; con cui vengono applicate le strategie. Quali premesse e restrizioni del caso è indispensabile fare per rendere corretta la rappresentazione 2X2? Oppure che rappresentazione alternativa potremmo usare?</p>
<p>2) Per quanto riguarda l&#8217;articolo, mi sento sollevato per il fatto che sia stato confutato in alcuni punti fondamentali, poiché, leggendolo, l&#8217;ho trovato veramente inquietante (oscillavo sulla sedia) e assimilabile alla Repubblica di Platone con la distruzione della famiglia come nucleo della società. Leggerei volentieri quel libro che lei consiglia , vedo che è disponibile in biblioteca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dal dilemma del prigioniero  alla Tragedia dei Commons di Fioravante Patrone</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/09/04/la-tragedia-dei-commons/#comment-12</link>
		<dc:creator>Fioravante Patrone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 21:11:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=47#comment-12</guid>
		<description>Uhm,
alcuni commenti:
- il dilemma del prigioniero può essere fuorviante come &quot;tragedia dei commons&quot;, in quanto in generale non si ha la dominanza che invece è caratteristica del dilemma del prigioniero
- gli esempi mi sembrano appropriati, nella stringatezza del testo
- mi piace la &quot;decomposizione&quot; e anche l&#039;esmepio p2p ;-)
- non è detto che Gardin avesse così tanto ragione. C&#039;è un libro MOLTO interessante di Elinor Ostrom (&quot;Governing the Commons&quot;, vedasi http://www.scottlondon.com/reviews/ostrom.html), il quale mostra come possano esistere esempi di commons con ottimi risultati. Insomma, la semplicità del modello di Gardin potrebbe essere gravemente fuorviante.

Cordiali saluti
Fioravante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm,<br />
alcuni commenti:<br />
- il dilemma del prigioniero può essere fuorviante come &#8220;tragedia dei commons&#8221;, in quanto in generale non si ha la dominanza che invece è caratteristica del dilemma del prigioniero<br />
- gli esempi mi sembrano appropriati, nella stringatezza del testo<br />
- mi piace la &#8220;decomposizione&#8221; e anche l&#8217;esmepio p2p <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
- non è detto che Gardin avesse così tanto ragione. C&#8217;è un libro MOLTO interessante di Elinor Ostrom (&#8220;Governing the Commons&#8221;, vedasi <a href="http://www.scottlondon.com/reviews/ostrom.html)" rel="nofollow">http://www.scottlondon.com/reviews/ostrom.html)</a>, il quale mostra come possano esistere esempi di commons con ottimi risultati. Insomma, la semplicità del modello di Gardin potrebbe essere gravemente fuorviante.</p>
<p>Cordiali saluti<br />
Fioravante</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Visioni: Fuochi Artificiali Rapallo 2009 di Elke</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/07/17/visioni-fuochi-artificiali-rapallo-2009/#comment-11</link>
		<dc:creator>Elke</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 11:04:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=37#comment-11</guid>
		<description>Hello, 

i want know, the Music, who isit and and title. You know it and you can tell me. It&#039;s very nice, i like it.

my email adress is schluff2001@gmx.de

best reagards
Elke</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hello, </p>
<p>i want know, the Music, who isit and and title. You know it and you can tell me. It&#8217;s very nice, i like it.</p>
<p>my email adress is <a href="mailto:schluff2001@gmx.de">schluff2001@gmx.de</a></p>
<p>best reagards<br />
Elke</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Catene di h4kr</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/05/04/catene/#comment-7</link>
		<dc:creator>h4kr</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 19:51:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=21#comment-7</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;... quel che ti contesto è che manca un volere a priori e che la società è strutturata in modo da alimentare questa apatia, nel ciclo infinito di cui abbiamo già parlato.&lt;/blockquote&gt;

Non capisco che cosa tu intenda con il concetto di &quot;Volere a priori&quot;, temo che non significhi nulla.
E&#039; il singolo individuo ad avere i suoi interessi e desideri di approfondire temi avanzati e difendere i propri diritti fondamentali. Sinceramente, e lo dico per esperienza, di persone che si rimbocchino le maniche ce ne sono ancora molte. Ricadere nell&#039;apatia non è una condizione definitiva e statica, la società reale, infatti, non è quella rappresentata dai media tradizionali, e neppure da internet. Essa è dinamica e mutevole, fatta da migliaia, milioni di persone, la vita di ognuna delle quali ha un valore inestimabile per ogni altra.

Non è quindi la Società in sé a guidare la massa verso la perdizione, bensì la naturalissima predisposizione dell&#039;uomo al vizio. Resta il fatto che anche un peccatore può essere recuperato e fare del bene per la sua comunità, e chi non è un peccatore scagli la prima pietra.
Sinceramente, a me non interessa di quante emittenti abbia lui, o di quanti giornali egli controlli. Ho già perso la fiducia in quei mezzi da molto tempo (sempre facendo le debite eccezioni) e mi sento abbastanza libero di pensare e di ricercare informazioni sulla Rete così com&#039;è oggi.
Mi interessa di più metterti al corrente del fatto che, oltre alle velate minacce e ai mafiosi consigli verso i giornalisti e verso i blogger, anche i legulei si sono mossi da tempo per tentare di imbavagliare questo potente mezzo.
Se ci riusciranno, sarà la fine del diritto alla libera espressione e il ritorno al medioevo, ma voglio sperare che non succeda, dato che noi non molleremo tanto facilmente.

Da quanto leggo nel tuo commento, pare che tutta la tua ideologia si sintetizzi nel più cupo pessimismo e nell&#039;attacco a testa bassa nei confronti della &quot;massa&quot;, ma devo avvertirti che questo non servirà mai a nulla più che a farti del sangue marcio e della terra bruciata intorno.

Serve ottimismo e servono sogni in un&#039;epoca così povera di idee, e ognuno di noi ne ha, nascosti nel profondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8230; quel che ti contesto è che manca un volere a priori e che la società è strutturata in modo da alimentare questa apatia, nel ciclo infinito di cui abbiamo già parlato.</p></blockquote>
<p>Non capisco che cosa tu intenda con il concetto di &#8220;Volere a priori&#8221;, temo che non significhi nulla.<br />
E&#8217; il singolo individuo ad avere i suoi interessi e desideri di approfondire temi avanzati e difendere i propri diritti fondamentali. Sinceramente, e lo dico per esperienza, di persone che si rimbocchino le maniche ce ne sono ancora molte. Ricadere nell&#8217;apatia non è una condizione definitiva e statica, la società reale, infatti, non è quella rappresentata dai media tradizionali, e neppure da internet. Essa è dinamica e mutevole, fatta da migliaia, milioni di persone, la vita di ognuna delle quali ha un valore inestimabile per ogni altra.</p>
<p>Non è quindi la Società in sé a guidare la massa verso la perdizione, bensì la naturalissima predisposizione dell&#8217;uomo al vizio. Resta il fatto che anche un peccatore può essere recuperato e fare del bene per la sua comunità, e chi non è un peccatore scagli la prima pietra.<br />
Sinceramente, a me non interessa di quante emittenti abbia lui, o di quanti giornali egli controlli. Ho già perso la fiducia in quei mezzi da molto tempo (sempre facendo le debite eccezioni) e mi sento abbastanza libero di pensare e di ricercare informazioni sulla Rete così com&#8217;è oggi.<br />
Mi interessa di più metterti al corrente del fatto che, oltre alle velate minacce e ai mafiosi consigli verso i giornalisti e verso i blogger, anche i legulei si sono mossi da tempo per tentare di imbavagliare questo potente mezzo.<br />
Se ci riusciranno, sarà la fine del diritto alla libera espressione e il ritorno al medioevo, ma voglio sperare che non succeda, dato che noi non molleremo tanto facilmente.</p>
<p>Da quanto leggo nel tuo commento, pare che tutta la tua ideologia si sintetizzi nel più cupo pessimismo e nell&#8217;attacco a testa bassa nei confronti della &#8220;massa&#8221;, ma devo avvertirti che questo non servirà mai a nulla più che a farti del sangue marcio e della terra bruciata intorno.</p>
<p>Serve ottimismo e servono sogni in un&#8217;epoca così povera di idee, e ognuno di noi ne ha, nascosti nel profondo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Catene di Davide Testuggine</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/05/04/catene/#comment-6</link>
		<dc:creator>Davide Testuggine</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 00:39:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=21#comment-6</guid>
		<description>Riguardo al preambolo, sono d&#039;accordo con te che la possibilità di informarsi per canali diversi dalla tv sia accessibile anche a chi non vive di pane e informatica, almeno da un punto di vista tecnico. Il problema sono le intenzioni. Insomma: Internet rende veramente il volere un potere, MA quel che ti contesto è che manca un volere a priori e che la società è strutturata in modo da alimentare questa apatia, nel ciclo infinito di cui abbiamo già parlato.

Per il resto... Ciò che dici tu secondo me non si realizzerà. A quanto so io, la freedomhouse in US ci ha declassati perché ha visto che qui c&#039;è un certo signore (che tra un party e l&#039;altro fa pure il presidente del Consiglio) che è titolare delle tre emittenti più viste in Italia nonché di un numero non indifferente di giornali, QUINDI la libertà di informazione viene compromessa da ciò (specie contando che essendo al governo ha sotto di sé anche la RAI) e non tanto da leggi in questo senso.

Il mio post voleva solo chiarificare che effettivamente Berlusconi non ha proprio il bisogno di fare alcuna legge limitante la libertà, perché governa un popolo di pecore che si sta impecorendo sempre più dietro ai modelli che LUI propone (propina), modelli di cui lui stesso fa parte oltre ai vari Costantino, modelli che gli garantiscono una facciata tale da fargli passare l&#039;impunità come qualcosa di più che legale, addirittura sacrosanto.
Questo secondo me è il punto: le leggi le fa lo Stato, e lo Stato lo fanno tutte le persone. E questo è secondo me l&#039;errore di quella che tu chiami &quot;la forma di aggregazione sociale più evoluta e “meno sbagliata” che si sia vista sinora&quot;: il voto dovrebbe venir dato solo a partire da un livello minimo di istruzione (diciamo media superiore?), ma lo Stato deve ovviamente garantire a TUTTI la gratuità dell&#039;istruzione sino a quel livello (così come dovrebbe alzarlo...). E poi vediamo se vincerebbe ancora Berlusconi, o se gli elettori accetterebbero una classe politica di pecoroni senza lo straccio di una laurea che vive mettendolo nel culo agli idioti che li votano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo al preambolo, sono d&#8217;accordo con te che la possibilità di informarsi per canali diversi dalla tv sia accessibile anche a chi non vive di pane e informatica, almeno da un punto di vista tecnico. Il problema sono le intenzioni. Insomma: Internet rende veramente il volere un potere, MA quel che ti contesto è che manca un volere a priori e che la società è strutturata in modo da alimentare questa apatia, nel ciclo infinito di cui abbiamo già parlato.</p>
<p>Per il resto&#8230; Ciò che dici tu secondo me non si realizzerà. A quanto so io, la freedomhouse in US ci ha declassati perché ha visto che qui c&#8217;è un certo signore (che tra un party e l&#8217;altro fa pure il presidente del Consiglio) che è titolare delle tre emittenti più viste in Italia nonché di un numero non indifferente di giornali, QUINDI la libertà di informazione viene compromessa da ciò (specie contando che essendo al governo ha sotto di sé anche la RAI) e non tanto da leggi in questo senso.</p>
<p>Il mio post voleva solo chiarificare che effettivamente Berlusconi non ha proprio il bisogno di fare alcuna legge limitante la libertà, perché governa un popolo di pecore che si sta impecorendo sempre più dietro ai modelli che LUI propone (propina), modelli di cui lui stesso fa parte oltre ai vari Costantino, modelli che gli garantiscono una facciata tale da fargli passare l&#8217;impunità come qualcosa di più che legale, addirittura sacrosanto.<br />
Questo secondo me è il punto: le leggi le fa lo Stato, e lo Stato lo fanno tutte le persone. E questo è secondo me l&#8217;errore di quella che tu chiami &#8220;la forma di aggregazione sociale più evoluta e “meno sbagliata” che si sia vista sinora&#8221;: il voto dovrebbe venir dato solo a partire da un livello minimo di istruzione (diciamo media superiore?), ma lo Stato deve ovviamente garantire a TUTTI la gratuità dell&#8217;istruzione sino a quel livello (così come dovrebbe alzarlo&#8230;). E poi vediamo se vincerebbe ancora Berlusconi, o se gli elettori accetterebbero una classe politica di pecoroni senza lo straccio di una laurea che vive mettendolo nel culo agli idioti che li votano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Catene di h4kr</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/05/04/catene/#comment-5</link>
		<dc:creator>h4kr</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:43:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=21#comment-5</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;A questo punto tu ribatterai che siamo ovviamente una minoranza perché gli altri non hanno le competenze necessarie a farlo.

Ed io qui ribatterei che ti sbagli.&lt;/blockquote&gt;

Beh, innanzitutto non avrei ribattuto così, perché so bene come, digital-divide permettendo, la semplicità della fruizione dei contenuti informativi di internet stia divenendo sempre più semplice. Le cause sono almeno due: la prima è la sempre maggiore dimestichezza da parte degli utenti nel cimentarsi con i nuovi mass-media, anche in fasce di età più avanzate (come ho avuto modo di vedere insegnando a un simpatico corso di informatica per la terza età due anni fa); la seconda è la linearità e l&#039;interattività degli strumenti tecnologici a disposizione del web-surfer moderno, che oggi, per esempio, può abbonarsi facilmente a un podcast o a un rss, condividere le sue conoscenze e cercare informazioni sensibili in modo più mirato ed efficace (qui penso all&#039;innovativo servizio &lt;a href=&quot;http://www.liquida.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Liquida&lt;/a&gt;).

Terminato questo preambolo, credo di essere a grandi linee d&#039;accordo sulla seconda parte del tuo commento, anche se forse è leggermente fuori tema con l&#039;argomento da me discusso.
Non sto infatti trattando, quando parlo del principio fondamentale della libertà di espressione a mezzo stampa, di come vadano le cose in tv, dove di giornalismo di inchiesta ce n&#039;è ben poco (e qui rendo onore a &lt;a href=&quot;http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Report&lt;/a&gt;), ma dai principi fondamentali dello Stato Democratico, che io credo essere la forma di aggregazione sociale più evoluta e &quot;meno sbagliata&quot; che si sia vista sinora. Nel momento stesso in cui sono messi in dubbio questi principi, e per giunta in un paese europeo, si è sulla buona strada per quanto riguarda la censura di internet, della quale è certamente complice l&#039;ignoranza e il menefreghismo della massa riguardo ai propri diritti e doveri, ma non certo attuatrice diretta. Non è infatti la massa ad assediare i principi fondamentali, ma la famosa Cupola italica interpartitica che salvaguarda la perpetuazione infinita del proprio potere, mentre gran parte dei cittadini ne sono ignari o rimangono indifferenti.
Ora, la radice del problema è secondo me la fonte di tale indifferenza, dovuta all&#039;individualismo sempre più spinto della nostra società, in cui i problemi del mondo sono scaricati sulle singole persone e non vi è sentore di una comunità che possa collaborare alla loro soluzione.
Questa tendenza catastrofica lascia sul campo di battaglia le vite delle persone emarginate e consumate dalla ricerca della soddisfazione dei desideri sfrenati, e può essere tamponata e in seguito invertita solo tramite l&#039;educazione nelle scuole, educazione alla democrazia, al lavoro di gruppo, alla solidarietà verso i più deboli e sfortunati, e anche, devo aggiungere, a un corretto utilizzo di internet che aiuti a formare i cittadini elettronici del domani in un regime democratico.

Ma molto probabilmente, per questo, è già tardi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>A questo punto tu ribatterai che siamo ovviamente una minoranza perché gli altri non hanno le competenze necessarie a farlo.</p>
<p>Ed io qui ribatterei che ti sbagli.</p></blockquote>
<p>Beh, innanzitutto non avrei ribattuto così, perché so bene come, digital-divide permettendo, la semplicità della fruizione dei contenuti informativi di internet stia divenendo sempre più semplice. Le cause sono almeno due: la prima è la sempre maggiore dimestichezza da parte degli utenti nel cimentarsi con i nuovi mass-media, anche in fasce di età più avanzate (come ho avuto modo di vedere insegnando a un simpatico corso di informatica per la terza età due anni fa); la seconda è la linearità e l&#8217;interattività degli strumenti tecnologici a disposizione del web-surfer moderno, che oggi, per esempio, può abbonarsi facilmente a un podcast o a un rss, condividere le sue conoscenze e cercare informazioni sensibili in modo più mirato ed efficace (qui penso all&#8217;innovativo servizio <a href="http://www.liquida.it/" rel="nofollow">Liquida</a>).</p>
<p>Terminato questo preambolo, credo di essere a grandi linee d&#8217;accordo sulla seconda parte del tuo commento, anche se forse è leggermente fuori tema con l&#8217;argomento da me discusso.<br />
Non sto infatti trattando, quando parlo del principio fondamentale della libertà di espressione a mezzo stampa, di come vadano le cose in tv, dove di giornalismo di inchiesta ce n&#8217;è ben poco (e qui rendo onore a <a href="http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html" rel="nofollow">Report</a>), ma dai principi fondamentali dello Stato Democratico, che io credo essere la forma di aggregazione sociale più evoluta e &#8220;meno sbagliata&#8221; che si sia vista sinora. Nel momento stesso in cui sono messi in dubbio questi principi, e per giunta in un paese europeo, si è sulla buona strada per quanto riguarda la censura di internet, della quale è certamente complice l&#8217;ignoranza e il menefreghismo della massa riguardo ai propri diritti e doveri, ma non certo attuatrice diretta. Non è infatti la massa ad assediare i principi fondamentali, ma la famosa Cupola italica interpartitica che salvaguarda la perpetuazione infinita del proprio potere, mentre gran parte dei cittadini ne sono ignari o rimangono indifferenti.<br />
Ora, la radice del problema è secondo me la fonte di tale indifferenza, dovuta all&#8217;individualismo sempre più spinto della nostra società, in cui i problemi del mondo sono scaricati sulle singole persone e non vi è sentore di una comunità che possa collaborare alla loro soluzione.<br />
Questa tendenza catastrofica lascia sul campo di battaglia le vite delle persone emarginate e consumate dalla ricerca della soddisfazione dei desideri sfrenati, e può essere tamponata e in seguito invertita solo tramite l&#8217;educazione nelle scuole, educazione alla democrazia, al lavoro di gruppo, alla solidarietà verso i più deboli e sfortunati, e anche, devo aggiungere, a un corretto utilizzo di internet che aiuti a formare i cittadini elettronici del domani in un regime democratico.</p>
<p>Ma molto probabilmente, per questo, è già tardi.</p>
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		<title>Commenti su Catene di Davide Testuggine</title>
		<link>http://puntorete.wordpress.com/2009/05/04/catene/#comment-4</link>
		<dc:creator>Davide Testuggine</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 23:19:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://puntorete.wordpress.com/?p=21#comment-4</guid>
		<description>Sinceramente non mi sembra niente di così eclatante.
Il punto non è la libertà di stampa vera e propria, nel senso che comunque non fa la minima differenza allo stato attuale:  mi spiego meglio.

A gente come me e te, semplicemente la questione non tange. Ci troviamo le nostre notizie direttamente dalle agenzie internazionali, e se la cosa ci interessa approfondiamo tramite varie canali, ovviamente il tutto grazie alla Rete.
A questo punto tu ribatterai che siamo ovviamente una minoranza perché gli altri non hanno le competenze necessarie a farlo.

Ed io qui ribatterei che ti sbagli.

Il punto è che la maggioranza degli italiani non ha la VOGLIA di farlo prima ancora che le competenze (una ricerca su Google la fa anche uno con la licenza alimentare, altro che elementare. Anche non sapendo l&#039;inglese qualche blogger c&#039;è sempre). Ed è questo ciò che il buon Silvio ha capito (credo andando dove la P2 aveva fallito, cioè superando il semplice controllo dei mezzi d&#039;informazione): i mezzi d&#039;informazione non devono necessariamente essere un TG4. E&#039; sufficiente che parlino di veline, così come basta mettere a randa programmi delle varie Marie de Filippi e compagnia bella: tutto questo va ben a monte delle tue preoccupazioni dei notiziari, e genera una società di veline e calciatori. Un terzo stato dei giorni nostri che non ha coscienza di esserlo e anzi ne è fiero: questa è l&#039;Italia del futuro, e se anche ci fossero notiziari tenuti da Travaglio ti assicuro che non cambierebbe proprio niente. Pensaci su.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente non mi sembra niente di così eclatante.<br />
Il punto non è la libertà di stampa vera e propria, nel senso che comunque non fa la minima differenza allo stato attuale:  mi spiego meglio.</p>
<p>A gente come me e te, semplicemente la questione non tange. Ci troviamo le nostre notizie direttamente dalle agenzie internazionali, e se la cosa ci interessa approfondiamo tramite varie canali, ovviamente il tutto grazie alla Rete.<br />
A questo punto tu ribatterai che siamo ovviamente una minoranza perché gli altri non hanno le competenze necessarie a farlo.</p>
<p>Ed io qui ribatterei che ti sbagli.</p>
<p>Il punto è che la maggioranza degli italiani non ha la VOGLIA di farlo prima ancora che le competenze (una ricerca su Google la fa anche uno con la licenza alimentare, altro che elementare. Anche non sapendo l&#8217;inglese qualche blogger c&#8217;è sempre). Ed è questo ciò che il buon Silvio ha capito (credo andando dove la P2 aveva fallito, cioè superando il semplice controllo dei mezzi d&#8217;informazione): i mezzi d&#8217;informazione non devono necessariamente essere un TG4. E&#8217; sufficiente che parlino di veline, così come basta mettere a randa programmi delle varie Marie de Filippi e compagnia bella: tutto questo va ben a monte delle tue preoccupazioni dei notiziari, e genera una società di veline e calciatori. Un terzo stato dei giorni nostri che non ha coscienza di esserlo e anzi ne è fiero: questa è l&#8217;Italia del futuro, e se anche ci fossero notiziari tenuti da Travaglio ti assicuro che non cambierebbe proprio niente. Pensaci su.</p>
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